Nel corso del 2024 le richieste di intervento sono state 927, in leggero aumento rispetto al 2023. Scuola, previdenze economiche e lavoro le tematiche
Attraverso il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi (CAFB) LEDHA continua a essere un punto di riferimento per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, ispirandosi ai principi della Convenzione ONU. Il CAFB rappresenta un prezioso e concreto strumento di difesa legale dei diritti delle persone con disabilità, una possibilità per contrastare le varie forme di discriminazione che ancora oggi rendono difficile la vita di chi ha una disabilità.
La “Relazione di attività 2024” dà conto delle attività svolte dalle legali del centro tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024. In questi 12 mesi, il Centro ha ricevuto 927 richieste di intervento, in aumento rispetto all’anno 2023.
In un caso su cinque, è la persona con disabilità a contattare direttamente il CAFB. La maggior parte delle segnalazioni (il 62%) continua invece ad arrivare dai familiari. In questi casi, dopo aver approfondito la situazione, le legali del Centro coinvolgono direttamente la persona con disabilità, affinché possa esprimersi direttamente e diventare il fulcro degli interventi.
La scuola si conferma essere il tema con il numero maggiore di richieste (il 22,5% del totale) per una varietà di aspetti che riguardano la garanzia del diritto allo studio: dalla stesura di un PEI adeguato alla garanzia di un numero di ore di sostegno adeguato, contro la riduzione arbitraria delle ore di assistenza all’autonomia da parte degli enti locali, per assicurare l’accessibilità dell’edificio scolastico e la partecipazione di bambini, ragazzi e ragazze con disabilità alle attività scolastiche, extrascolastiche e ai centri estivi su base di uguaglianza con gli altri.
Il secondo ambito di intervento riguarda il tema delle previdenze economiche (11,7%) seguito dal lavoro (10,5%), ad esempio per ottenere il riconoscimento dei permessi previsti dalla legge 104. Ma l’attività delle legali del Centro Antidiscriminazione ha riguardato un’ampia varietà di temi come il superamento delle barriere architettoniche, la tutela giuridica, l’accertamento dell’invalidità e delle previdenze economiche.
La maggior parte degli interventi (552, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente) hanno riguardato attività di orientamento e informazione: il Centro, infatti, fornisce una risposta e un parere legale a ogni richiesta, indirizzando le situazioni prive di un carattere discriminatorio verso i servizi più adeguati.
Nel corso del 2024 sono stati effettuate 375 attività di consulenza legale attraverso diffide scritte oppure, se più opportuno, organizzando incontri con i soggetti/enti ritenuti responsabili della discriminazione. Se, nonostante l’intervento o la mediazione del Centro, si rende necessario un ricorso giudiziario, le famiglie ricevono orientamento e supporto nell’avvio della procedura.