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5 Giugno 2020

Strutture residenziali post-Coronavirus. Un piano specifico per le persone con disabilitą

LEDHA chiede a Regione Lombardia di stralciare dal provvedimento in esame le strutture residenziali per persone con disabilitą. "Fondamentale per questa comunitą essere parte della vita sociale"

Nei prossimi giorni la Giunta Regionale prenderà in esame una delibera che andrà a determinare il funzionamento dei servizi residenziali per anziani e persone con disabilità (RSA ed RSD) all’indomani della fase acuta dell’epidemia, in un territorio che dovrà convivere ancora a lungo con il Covid-19. LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità esprime la propria preoccupazione per la decisione di Regione Lombardia di accomunare dalle stesse regole di  funzionamento per residenze e comunità in cui vivono persone con caratteristiche, esigenze e desideri molto diversi tra loro.

“In particolare, vediamo con preoccupazione l’eventualità per cui le regole disegnate per le Residenze sanitarie per anziani, possano essere sostanzialmente utilizzate per determinare l’organizzazione e il funzionamento dei servizi residenziali per le persone con disabilità giovani e adulte”, scrive il presidente Alessandro Manfredi in una lettera inviata al presidente Attilio Fontana e agli assessori Gallera e Bolognini.

La richiesta di LEDHA a Regione Lombardia è quella di stralciare dal provvedimento in esame le strutture residenziali per le persone con disabilità, come RSD, CSS e Comunità alloggio. “In questo momento, l’esigenza fondamentale di questa ampia comunità di persone è quella di poter essere parte della vita sociale, in sicurezza e in condizioni di eguaglianza con gli altri, in coerenza con il principio di non discriminazione sancito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”, sottolinea Alessandro Manfredi.

Il rischio è che provvedimenti troppo stringenti, finalizzati al contenimento del Covid-19 e alla tutela della salute fisica delle persone ospiti di queste strutture, finiscano per penalizzare e isolare ulteriormente le persone con disabilità. La sfida, in questo momento, deve essere quella di trovare un bilanciamento tra la tutela della salute e la garanzia dei diritti fondamentali delle persone con disabilità.

LEDHA inoltre chiede che si formi, nel più breve tempo possibile, un gruppo di lavoro che riunisca i rappresentanti delle direzioni generali welfare e disabilità, degli enti gestori, delle associazioni e degli enti locali. Al fine di poter raccogliere tutti gli elementi utili per la stesura di un piano specifico dedicato ai servizi residenziali per le persone con disabilità giovani e adulte.

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