La Federazione chiede risorse strutturali e aggiuntive per attuare la riforma della disabilitą, che dal 1° gennaio 2027 entrerą in vigore in tutta Italia: "Senza fondi dedicati, il progetto di vita rischia di restare sulla carta".
Un Fondo unico nazionale per i progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati, con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro. È la richiesta che la FISH (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) ha rivolto al Governo con una lettera inviata alla Presidente del Consiglio e ai ministri competenti. La Federazione sceglie questo momento perché è in questa fase del ciclo di bilancio che si prendono le decisioni più importanti e si fissano le priorità della finanza pubblica per i prossimi anni.
Al centro c'è l'attuazione del decreto legislativo 62/2024, la riforma della disabilità che dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore su tutto il territorio nazionale. A pochi mesi da quella data, secondo la FISH, i fondi restano complessivamente insufficienti e distribuiti in modo molto diseguale. Il Fondo richiesto dovrebbe essere strutturale e pluriennale. Dovrebbe inoltre crescere man mano che aumentano i progetti realizzati. E non potrà essere finanziato togliendo risorse ad altri interventi già destinati alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Il rischio, avverte la Federazione, è che senza uno stanziamento nazionale specifico, aggiuntivo e vincolato il progetto di vita si riduca a un documento formale, o a un semplice elenco dei servizi già disponibili. Le nuove risorse dovrebbero invece finanziare i budget di progetto e rafforzare le unità di valutazione multidimensionale. Servirebbero anche a coprire le prestazioni che oggi restano fuori dai livelli essenziali e a garantire continuità ai percorsi avviati.
"La riforma ha generato aspettative profonde e legittime. Ora dobbiamo trasformarle in diritti concretamente esercitabili -dichiara Vincenzo Falabella, presidente di FISH-. Non possiamo consentire che l'effettività del progetto di vita dipenda ancora dal luogo di residenza, dalla capacità economica delle famiglie o dalla disponibilità dei bilanci regionali e comunali".
La FISH si dice disponibile a un confronto con Governo e Parlamento. L'obiettivo è garantire risorse adeguate, continuità dei progetti di vita e pari diritti in tutto il Paese.