Il nuovo libro di Matteo Schianchi ripercorre le tappe della relazione tra scuola italiana e disabilitą, per capire come mai discorsi e pratiche di separazione continuino a farsi strada dentro e fuori le classi
Le prime esperienze risalgono ai primi anni Settanta, ma è dal 1977 che l’Italia compie una scelta decisa in favore dell’integrazione scolastica dei bambini e dei ragazzi con disabilità, trasformando una possibilità in un diritto esigibile.
In quasi 50 anni il cammino percorso è stato lungo e con risultati importanti, ma chi conosce cosa succede nelle scuole e nelle classi italiane sa bene quanto il raggiungimento dell’obiettivo di una piena inclusione scolastica sia lontano, con anche la bruciante sensazione che si stia allontanando.
Una situazione paradossale, se si tiene anche conto che la normativa italiana in materia è molto dettagliata, offrendo molte risorse e che l’orientamento della giurisprudenza ha ampiamente sostenuto l’esigibilità del diritto dei bambini e ragazzi con disabilità di frequentare e beneficiare della scuola in condizioni di uguaglianza con gli altri.
Cosa è successo e cosa sta succedendo, sotto i nostri occhi? A questa domanda risponde Matteo Schianchi, nel suo ultimo libro “Scuola e disabilità”. Forte della sua competenza e passione per la storia della disabilità del suo autore, il libro ripercorre i momenti ed i passaggi della relazione della scuola italiana con la disabilità così come i contenuti ed il valore delle leggi e dispositivi che sostengono oggi i percorsi di inclusione.
Una fotografia storica e normativa che crea la cornice per mettere a fuoco le tante e diverse questioni che rendono ancora oggi problematico questo cammino, aprendo la strada a discorsi e pratiche che favoriscono situazioni di separazione, dentro e fuori la classe così come dentro e fuori la scuola.
Molti dei problemi che vengono messi in evidenza sono conosciuti, come ad esempio la scarsa preparazione dei docenti, curriculari e di sostegno, l’incremento esponenziale delle certificazioni, lo scarso investimento sulle potenzialità di apprendimento degli alunni con disabilità, solo per citarne alcuni.
Il merito del lavoro di Matteo Schianchi è di non fermarsi alla descrizione “superficiale” delle situazioni, per provare ad andare in profondità, facendo emergere la relazione tra le difficoltà dell’inclusione con il funzionamento ordinario, “normale”, della scuola italiana.
Uno sforzo di analisi che evidenzia come i problemi che i bambini e ragazzi con disabilità ed i loro familiari si trovano ad affrontare quotidianamente nelle scuole, siano connessi ai nostri pensieri e rappresentazioni della disabilità, alla convinzione che determini condizioni di inferiorità, alla percezione che generi disturbo e di fastidio, agli stigmi e pregiudizi che ancora accompagnano le “diagnosi”.
Ma mano che scorrono le pagine “Scuola e disabilità” si trasforma da un’opera che ragiona su questa relazione in una dura e impietosa analisi delle fatiche della nostra scuola, della nostra società e quindi di tutti noi a stare, crescere e vivere tutti insieme, solo in forza della nostra comune appartenenza all’umanità.
“Scuola e disabilità. Culture e pratiche condivise” di Matteo Schianchi. Carocci editore
Giovanni Merlo