Massimiliano Verga racconta senza filtri il rapporto con il figlio Moreno, nato con una grave disabilità fisica e intellettiva. Un libro lucido e a volte crudo che non edulcora nulla
"Zigulì" nasce nel 2012 come libro: il racconto in prima persona di Massimiliano Verga nel rapporto con il figlio Moreno, che dalla nascita ha una grave disabilità fisica e intellettiva. Lucido e a volte crudo: il titolo stesso prende il nome dalla celebre caramella alla cui dimensione Verga paragona il cervello del figlio. Il libro non edulcora nulla: racconta la rabbia, la fatica, la frustrazione, senza che questo intacchi l'amore e la dedizione con cui Massimiliano si prende cura di Moreno.
Sette anni dopo, arriva sugli schermi l'omonimo documentario realizzato dal regista Francesco Lagi dopo quattro anni di riprese tra la casa a Milano e le vacanze in montagna. E che racconta alcuni momenti di vita insieme tra un padre e il suo ragazzo, che sembra non crescere col passare degli anni. Moreno ha con suo padre un rapporto soprattutto fisico, fatto di abbracci, di mani che si cercano e si stringono, ma anche di morsi e di ruvide carezze, e qualche volta di baci. Un corpo a corpo incessante in cui le parole hanno la forma dei suoni, a comporre una comunicazione che sembra sempre uguale e sempre profondamente diversa.
"Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile" è il titolo del libro pubblicato nel 2012 da Mondadori, è disponibile presso la Mediateca LEDHA. L'omonimo documentario, è disponibile su RaiPlay.Recensione a cura di Donata Scannavini per la newsletter "Cinema e disabilità"