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25 Giugno 2026

Testo Unico disabilitą, le associazioni chiedono alla Regione di tornare al confronto

Il Forum Terzo settore Lombardia e le associazioni esprimono disappunto per il mancato coinvolgimento nell'approvazione di importanti provvedimenti. "Un tradimento del principio di sussidiarietą"

Il Forum Terzo Settore Lombardia insieme a LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità, ACI Welfare, il Coordinamento Regionale Lombardo AIAS, Fand e Uneba esprimono il proprio disappunto per il mancato coinvolgimento della società civile -e in particolare delle associazioni impegnate nel campo della disabilità- nella recente approvazione del Consiglio Regionale della Lombardia del “Testo Unico degli interventi regionali per l’inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità per le attività di assistenza e cura”. 

Una scelta, si legge nella lettera inviata ad Attilio Fontana (presidente di Regione Lombardia) e a Federico Romani (presidente del Consiglio regionale) che viene giudicata “un tradimento del principio di sussidiarietà che ha contraddistinto da ormai tanti anni l'azione di Regione Lombardia nel campo sociale”. 

Questa esclusione è solo l’ultimo di una serie di episodi di mancato coinvolgimento delle realtà più attive nel campo della disabilità nei momenti di dibattito che hanno preceduto l’approvazione di altri importanti provvedimenti quali il Piano di Azione Regionale per la disabilità, il Piano Formativo Regionale sull'applicazione del Decreto 62 inviato al Ministero della disabilità e il Monitoraggio della Legge Regionale 25/2022.

A questo si aggiunga anche la mancata risposta alla lettera inviata sulla questione della somministrazione dei farmaci nelle Unità di offerta.

“Non si tratta solo o tanto di un mancato adempimento formale -scrivono le associazioni-. Questa serie di provvedimenti risente in modo significativo, dal punto di vista della qualità dei contenuti, del fatto di essere stati realizzati senza un adeguato momento di confronto con le nostre realtà, che sono le più prossime alle persone con disabilità e ai loro familiari”.

Il nuovo “Testo Unico” accorpa cinque leggi regionali approvate tra il 2015 e il 2022, che riguardano ambiti centrali delle politiche per la disabilità: dal diritto alla vita indipendente all’inclusione sociale, dal sostegno ai caregiver familiari al lavoro degli assistenti familiari, fino agli interventi per la comunicazione e la sicurezza nelle strutture residenziali.

Se ci aveste interpellato -si legge nella lettera inviata a Regione Lombardia- avremmo potuto dirvi che il semplice accorpamento di cinque leggi non comporta alcun vantaggio reale alla vita delle persone con disabilità e dei loro familiari. Queste operazioni hanno senso se, con attenzione e prudenza, si interviene su testi tra loro vicini per renderli complementari ed, eventualmente, per integrarli al fine di rendere più facile l'accesso ai sostegni da parte delle persone. Avremmo potuto anche dirvi che una operazione di questa natura a invarianza delle risorse economiche è priva di alcuna efficacia”.

L’auspicio di LEDHA, ACI Welfare, Coordinamento Regionale Lombardo AIAS, Fand, Uneba e Forum Terzo Settore Lombardia è che i recenti episodi di mancato coinvolgimento “si rivelino una serie di incidenti di percorso” e che si possa riprendere nel più breve tempo possibile “la strada del libero confronto che da tanti anni caratterizza la relazione con la nostra Regione”.

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