"Bianco č il colore del danno": la giornalista racconta la diagnosi di sclerosi multipla, il corpo che cambia e le domande che non hanno risposta
Francesca Mannocchi è una giornalista che lavora anche in zone di guerra, firma reportage per il quotidiano “La Stampa” e per “Sky News”. Da poco è anche diventata mamma di Pietro. Si trova in una camera d’albergo di Palermo, in trasferta per un lavoro, quando ha la prima avvisaglia della malattia: svegliandosi una mattina, non sente più il lato destro del proprio corpo.
Inizia così un lungo periodo fatto di visite, paura, incredulità, tentativi di estraniarsi da una realtà che -pensa- non può essere la propria, non può stare succedendo davvero a lei, che però la condurrà alla diagnosi: sclerosi multipla. Mannocchi si trova a dover affrontare un mondo che fino a quel momento le era estraneo, quello della malattia, degli ospedali e degli esami cui seguono attese fatte di speranze e paure.
“Bianco è il colore del danno” (Einaudi, 2021) è un libro che parla certo di accadimenti, ma più che altro descrive i sentimenti, i vissuti, le emozioni di Francesca Mannocchi e di chi le sta accanto. Si parla del rapporto con i genitori, che senza dubbio amano la figlia, che le sono sempre vicini, ma non riescono a farlo nel modo in cui lei avrebbe bisogno; non riescono a nominare esplicitamente la malattia, a chiederle come la sta vivendo, quasi che il non nominarla non la facesse esistere.
Un libro che fa pensare, in cui la scrittrice-protagonista non nasconde nulla, la fatica di essere una mamma malata, disabile, la paura di non riuscire a accudire Pietro come vorrebbe, Pietro che negli anni imparerà a chiamare in certe situazioni il papà e non la mamma.
Ancora più coinvolgente è il rapporto che Mannocchi ha con l’avvenimento che l’ha resa madre, quella gravidanza che, secondo i medici, con ogni probabilità ha scatenato una malattia fino a quel momento latente. Da qui, le domande laceranti: se non ci fosse stato Pietro, non si sarebbe ammalata? La sclerosi multipla avrebbe continuato a essere un “ospite” latente? Solo con un lungo percorso Mannocchi arriva a capire che Pietro e la malattia sono due parti di lei che, insieme, l’hanno resa la persona unica che è.
"Bianco è il colore del danno", Francesca Mannocchi, Einaudi, 2021. Il volume è disponibile presso la Mediateca LEDHA. Recensione a cura di Donata Scannavini per la newsletter "Cinema e disabilità"