Questo sito utilizza cookie. Proseguendo la navigazione si acconsente al loro impiego in conformitā alla nostra Cookie Policy.
Informativa estesa         

Ultime notizie

25 Giugno 2021

Bullismo e disabilitā. Incroci pericolosi

Sara Carnovali e Giovanni Merlo hanno curato una ricerca bibliografica dedicata al rapporto tra disabilitā e bullismo. Il testo completo č scaricabile dal sito della fondazione "Per i bambini"

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (relativi al 2014) più della metà dei ragazzi e degli adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni è stata vittima di bullismo da parte dei propri coetanei. Il termine bullismo (dall’inglese “bullying”) definisce il fenomeno delle prepotenze tra pari e che -purtroppo- spesso coinvolge bambini e ragazzi con disabilità. Nella maggior parte dei casi nei panni di vittima, ma non mancano casi in cui le parti si invertono. 

Tuttavia (salvo rare e importanti eccezioni) i bambini e gli adolescenti con disabilità sono spesso “invisibili” nella letteratura scientifica e nelle statistiche ufficiali in materia. Ciò nonostante, dagli elementi a disposizione risulta chiaro ed evidente come bambini e ragazzi con disabilità subiscano un più alto rischio di essere vittime di bullismo rispetto ai loro compagni senza disabilità. 

“Il maggior rischio si presenta quando sono deboli o assenti meccanismi realmente efficaci sul piano dell’inclusione scolastica, dunque dalla condizione di forte isolamento vissuta dai minori con disabilità, anche per la presenza di barriere ambientali quali ad esempio inaccessibilità fisica, sensoriale, impossibilità di partecipare a gite. Parliamo di contesti che pregiudicano le relazioni sociali tra gli studenti con disabilità e il resto della classe, non soltanto rispetto alla fruizione delle lezioni, ma anche nei rapporti interpersonali, dentro e fuori dall’aula scolastica, generando stigma ed emarginazione sociale e minando l’armonico sviluppo della personalità. Tutto ciò impedisce la conoscenza dell’altro e la comprensione delle disabilità e, quale diretta conseguenza, costituisce il terreno privilegiato su cui si innestano le dinamiche della violenza e, più nello specifico, del bullismo”, scrivono Sara Carnovali e Giovanni Merlo nella ricerca “Disabilità e bullismo, incroci pericolosi” curata per conto di LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità per "Con i Bambini".

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto “Inclusi! Dalla scuola alla vita”, che indaga e agisce sulle modalità in cui la scuola interviene per favorire i processi di inclusione dei ragazzi con disabilità dentro e fuori dalla scuola.

Sarebbe però sbagliato considerare il bullismo come un fenomeno che riguarda esclusivamente “il bullo”, così come la disabilità non riguarda solo la “vittima”. “L’intero contesto ambientale ne è coinvolto: il bullismo, infatti, si delinea come una dinamica di gruppo, nella quale i soggetti si sostengono e rinforzano l’un l’altro, reciprocamente. In altre parole, si tratta di un fenomeno dinamico-relazionale, le cui strategie di contrasto dovrebbero coinvolgere necessariamente l’intero gruppo sociale di riferimento, composto sia di pari che di adulti, nessuno escluso”, scrivono Carnovali e Merlo.

La prevenzione e il contrasto ad ogni forma di bullismo, e in particolare alla pericolosa relazione tra bullismo e disabilità,  richiede agli adulti-educatori, capaci di superare sterili e controproducenti atteggiamenti punitivi per impegnarsi per una vera educazione alle differenze che deve coinvolgere tutte le componenti scolastiche, a partire dagli stessi adulti.

L’articolo completo è consultabile sul sito della fondazione “Per i bambini”.

Condividi: Logo Facebook Logo Twitter Logo mail Logo stampante