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18 Marzo 2021

Campagna vaccinale per le persone con disabilità, l’esito dell’incontro con Regione Lombardia

LEDHA, FAND e Forum Terzo Settore Lombardia hanno segnalato le criticità emerse e hanno sottolineato l’urgenza di preparare nel più breve tempo possibile gli elenchi di chi non afferisce ai servizi.

A seguito delle molte sollecitazioni da parte delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità, si è svolto nella mattina di ieri l’incontro tra le associazioni rappresentanti del mondo associativo (LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità, FAND e Forum Terzo Settore Lombardia) e i rappresentanti di Regione Lombardia: l’assessore al Welfare Letizia Moratti, l’assessore alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità Alessandra Locatelli e il Commissario per l’emergenza Covid-19, Guido Bertolaso.

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti del mondo associativo hanno evidenziato le principali criticità emerse durante le prime settimane di attivazione della campagna vaccinale contro il Covid-19. “Abbiamo prima di tutto evidenziato che il percorso di vaccinazione all’interno delle strutture residenziali e diurne, iniziato nelle scorse settimane, non solo non è stato portato a termine, ma procede in modo diversificato a seconda delle diverse ATS e ASST di competenza”, sottolinea il presidente di LEDHA, Alessandro Manfredi. La prima richiesta delle associazioni a Regione Lombardia, dunque, è quella di accelerare e completare questa parte della campagna vaccinale.

In secondo luogo, è stata presentata a Regione Lombardia l’urgenza di avere a disposizione, nel più breve tempo possibile, gli elenchi di tutte le persone con disabilità non afferenti a strutture residenziali o diurne. Elenchi che possono essere facilmente reperiti presso i Comuni o le ATS. “Quando i vaccini, che ancora oggi scarseggiano, saranno pienamente disponibili, sulla base di questi elenchi sarà possibile procedere in maniera spedita alla vaccinazione delle persone con disabilità, dei loro familiari e caregiver”, spiega Alessandro Manfredi.

Da ultimo, le associazioni hanno posto il problema di come individuare le persone con disabilità che, non beneficiando di particolari misure (Misura B1, progetti di vita indipendente, progetti per il “Dopo di noi”) non risultano iscritti in elenchi già immediatamente definibili.

“Dagli interventi degli assessori Moratti e Locatelli e da quello del Commissario Bertolaso, abbiamo ricavato la convinzione che le problematiche da noi esposte siano state recepite e ci sia la volontà di operare quanto prima per fare in modo che tali indicazioni possano venire messe in pratica -conclude Alessandro Manfredi-. Da parte nostra continueremo a svolgere nei confronti di Regione Lombardia un’opera di sollecitazione come quella che abbiamo fatto finora e a  fare pressione affinché non si verifichino disomogeneità di comportamento tra le varie ATS e ASST”.

 

 

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