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17 Febbraio 2021

Vaccini, LEDHA a Regione Lombardia: inserire le persone con disabilitą nella "Fase 1 bis"

Durante un incontro con gli assessori Locatelli e Moratti, LEDHA, FAND e il Forum Terzo Settore Lombardia hanno chiesto di dare precedenza ad alcune categorie di persone con disabilitą

Si è svolto oggi, mercoledì 17 febbraio, un incontro tra alcune realtà del terzo settore (tra cui il Forum Terzo Settore Lombardia, FAND e LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità), l’assessore regionale alla Sanità, Letizia Moratti, e l’assessore alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, Alessandra Locatelli. Il tema al centro dell’incontro è stata la richiesta da parte delle associazioni di persone con disabilità di mettere le persone con disabilità, i loro familiari e i caregivers nelle condizioni di essere vaccinati il prima possibile contro il Covid 19.

Regione Lombardia, infatti, ha inserito all’interno della cosiddetta “Fase 1 bis” le persone che risiedono nelle RSD, le persone che risiedono nelle strutture psichiatriche e le persone con disabilità riconducibili alla categoria delle persone con comorbidità. Tutte le persone che rientrano in queste categoria verranno vaccinate a conclusione della “Fase 1”, dedicata a operatori sanitari e socio-sanitari delle strutture di ricovero e cura, degli operatori e degli ospiti delle RSA.

“Il rischio di questa situazione è che centinaia di persone con disabilità, che non rientrano nelle categorie indicate per la ‘Fase 1 bis’, siano costrette ad aspettare settimane per la somministrazione del vaccino -puntualizza Alessandro Manfredi, presidente di LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità-. Per questo motivo abbiamo chiesto a Regione Lombardia di inserire all’interno della ‘Fase 1 bis’ ulteriori categorie di persone con disabilità, con una particolare attenzione a coloro che hanno bisogno di maggiore sostegno”.

Nello specifico, LEDHA chiede di inserire nella “Fase 1 bis” tutte le persone con disabilità e gli operatori inserii nella filiera delle Unità d’offerta residenziali e semi-residenziali (Centri socio sanitari, comunità alloggio, centri diurni disabili, centri socio-educativi, servizi formazione autonomia - comprese quelle attivate a titolo sperimentale dai Comuni), le persone con disabilità che beneficiano della Misura B1 e del Voucher disabili,  le persone con disabilità prese in carico con diverse misure dai Comuni (Sad, B2, Progetti di vita indipendente, legge 162, legge 112 sul “Dopo di noi”) e le persone prese in carico dai servizi della psichiatria. Per tutte queste categorie, deve inoltre essere prevista la vaccinazione dei caregivers. Secondo le stime delle associazioni, dovrebbe trattarsi di circa 50mila persone con disabilità, cui aggiungere operatori e caregivers.

“Abbiamo individuato queste categorie perché si tratta di persone che richiedono un forte sostegno e, soprattutto, si tratta di persone per cui la somministrazione del vaccino può fare la differenza tra continuare a vivere in una condizione di sostanziale isolamento e un progressivo ritorno alla vita sociale”, conclude Alessandro Manfredi.

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