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20 Gennaio 2021

LEDHA e FAND scrivono alla neo-assessora regionale alla Disabilitą, Alessandra Locatelli

Le due associazioni chiedono di poter avviare "momenti specifici di confronto" sulla gestione dell'emergenza Covid e la somministrazione del vaccino a persone con disabilitą e loro caregiver

LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e FAND Lombardia (Federazione tra le associazioni nazionali di persone con disabilità) scrivono ad Alessandra Locatelli, neo-assessora regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità. Oltre agli auguri di buon lavoro e all’auspicio di poter continuare la proficua collaborazione delle due associazioni con Regione Lombardia, le due associazioni chiedono di poter avviare “momenti specifici di confronto” sulla gestione dell’attuale fase emergenziale “in merito all’inserimento delle persone con disabilità e dei loro caregiver nell’accesso alla vaccinazione” anti Covid 19.  “Riteniamo necessario uno specifico interessamento per consentire in sicurezza, la vita di relazione delle persone con disabilità in tutti i servizi residenziali (visite familiari e amici, lavoro e vita sociale), l'erogazione di tutti i sostegni assistenziali domiciliari e la massima estensione dei servizi diurni anche in forme differenti da quella della semplice frequenza al ‘Centro’”, scrivono i presidenti Alessandro Manfredi e Nicola Stilla.

Oltre alla questione del vaccino, sono molti i temi aperti su cui le due associazioni ritengono importante avviare un rapporto di confronto e collaborazione proficuo con la nuova titolare dell’assessorato regionale che ha in carico anche le questioni relative alla disabilità. A partire dal Fondo Unico per la disabilità e in generale sulla necessità e possibilità di meglio orientare le risorse disponibili a sostegno del benessere e della salute delle persone con disabilità, oltre al tema della Vita indipendente, al centro del Progetto di Legge presentato da LEDHA al Consiglio regionale lo scorso novembre.

“Temi e questioni che, auspichiamo, possano trovare spazio nella ormai prossima discussione sulla revisione della Legge 23/2015, ma anche nella stesura dei Piani regionali come ad esempio quello Sociosanitario, quello per la Salute Mentale e quello Contro la violenza verso le donne, e nell’implementazione della Legge regionale sui Peba e delle politiche per il superamento delle Barriere Architettoniche e della Comunicazione”, si legge nella lettera.

Allo stesso modo, le associazioni confidano che possa essere affrontato anche il tema del riconoscimento e sostegno delle organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità così come previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ma anche dalla Risoluzione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale il 16 aprile 2019.

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