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Vogliamo pagare il giusto - News

15/09/2010

Pagare il giusto: incertezze sul costo dei trasporti

Una ordinanza del Tar di Brescia e una sentenza del TAR di Milano sembrano offrire diverse interpretazioni sulla natura del costo dei trasporti per i CDD.

A distanza di breve tempo due pronunciamenti del Tar della Lombardia affrontano, da diversi punti di vista il tema della natura del costo dei trasporti necessari per poter frequentare i Centri Diurni per le persone con disabilità e, di conseguenza, le modalità di valutazione delle richieste di partecipazione alla spesa. In estrema sintesi la questione sembra essere quella di stabilire se il trasporto debba essere considerato un servizio compreso nell'offerta di attività dei CDD o meno.

"Il primo provvedimento ha respinto la richiesta di sospendere, in attesa del vero e proprio giudizio di merito, la delibera che recepiva il protocollo provinciale il quale tra i tanti aspetti contestati dalle associazioni escludeva il trasporto dalla fornitura del servizio "centro diurno", non garantendone l'erogazione - spiega l'Avvocato Gaetano De Luca, Servizio legale LEDHA - "La recentissima sentenza del Tar Milano stabilendo che anche per il trasporto debba essere applicato il principio dell'Isee individuale, ha invece di fatto sancito la strumentalità di tale servizio alla erogazione della prestazione semiresidenziale. Il messaggio è chiaro: non garantire il trasporto al centro diurno di una persona non in grado di muoversi autonomamente significa impedirgli di usufruire del servizio socio-sanitario e questo sarebbe inaccettabile".

Il Tar di Brescia, nello specifico, ha respinto con un ordinanza del 16/07/2010 la richiesta di sospensiva avanzata da un gruppo di famiglie contro l'accordo sulle rette di frequenza ai Cdd che prevede la compartecipazione dei parenti al costo delle rette stesse. L'Ordinanza se da una parte riconosce che il protocollo impugnato è stato il risultato di un percorso partecipativo, dall'altra riconosce che su questo tema possano nascere interpretazioni contrastanti e per questo motivo si è limitato per ora a prendere una decisione interlocutoria, senza entrare nel merito.

Il protocollo era stato firmato il 10 marzo scorso risultato di un lungo lavoro che aveva visto la partecipazione dell'Asl, dei Comuni, del Coordinamento bergamasco per l'integrazione, del Terzo Settore. La difficoltà ad approdare a una soluzione unitaria provinciale stava nella storia molto differenziata di ogni Comune.

Un gruppo di famiglie del territorio presentò, contro la delibera che recepiva il protocollo provinciale, un ricorso al Tar il quale ora ha risposto rigettando la richiesta di sospensiva.

La sentenza pronunciata di recente dal Tar di Milano, 3588 3/08/2010, stabilisce invece che essendo il trasporto un servizio accessorio al centro diurno per disabili, vanno applicati anche per esso i principi stabiliti dalla normativa nazionale Isee.

Ciò significa quindi che per determinare la compartecipazione alla spesa per l'accesso ai servizi (e quindi per estensione anche ai servizi accessori) l'Isee è da calcolarsi sul reddito del solo assistito; che nel caso in cui venga percepita una pensione di invalidità o di accompagnamento non dichiarabile ai fini IRPEF essa non sia da considerarsi reddito; viene censurata infine la pretesa del Comune di Mediglia di considerare obbligati al pagamento delle rette non solo l'assistito, ma anche i suoi genitori.

"Il recente provvedimento del Tar Milano - ha commentato l'Avvocato Gaetano De Luca, Servizio legale LEDHA - costituisce un importante precedente da utilizzare per contestare la iniqua prassi di far pagare alle famiglie costi molto alti per il trasporto al centro diurno e conferma come anche per il servizio di trasporto debba essere applicato il principio dell'Isee individuale in quanto prestazione strumentale alla fornitura di un servizio socio-sanitario".

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