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Vogliamo pagare il giusto - News

20/01/2010

Pagare il giusto: la legge per ora non cambia

La Commissione Terza del Consiglio Regionale ha deciso di non approvare le proposte di modifica dell’art. 8 delle legge regionale 3 anche a seguito delle osservazioni delle organizzazioni del Terzo settore.

La Commissione Terza del Consiglio Regionale della Lombardia ha stabilito di stralciare e quindi di non dare seguito alle proposte di emendamento all'articolo 8 della Legge regionale 3 2008 proposte dalla Giunta, anche a seguito delle perplessità espresse a più riprese da un ampio ventaglio di organizzazioni regionali del Terzo Settore.

L'art. 8 della Legge regionale n.3/2008 affronta il delicato e complesso tema del concorso alla spesa da parte dei cittadini che accedono alle reti dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari.

Già nella sua attuale versione LEDHA, insieme ad un ampio numero di organizzazioni di Terzo Settore, aveva espresso perplessità e dubbi sulla chiarezza dell'articolo. Un esempio su tutti: il riferimento ai parenti cosiddetti "obbligati agli alimenti" che nella Legge regionale vengono altresì chiamati (oltre al cittadino/utente e ai suoi familiari) a concorrere alle spese, mentre il Codice Civile e la Legge statale non prevedono alcun coinvolgimento "automatico" dei parenti, ma solo a seguito di valutazione da parte del Giudice in favore della persona indigente.

In positivo, invece, l'art. 8 prevede che la Giunta Regionale determini le modalità, anche a seguito di consultazioni con i soggetti del Terzo settore, mediante le quali i cittadini possono essere chiamati a sostenere i costi delle rette.

Subito dopo l'approvazione della L.R. 3/2008 la LEDHA, le Associazioni che la compongono e in generale quelle che compongo il Terzo Settore iniziarono a premere nei confronti della Regione per attivare la consultazione prevista all'art. 8, in modo da giungere quanto prima possibile alla definizione di criteri (modalità) che potessero attenuare le forti disparità di trattamento che le persone con disabilità e i loro familiari subiscono, per effetto delle diverse regole di accesso al sistema dei servizi che ciascun Comune lombardo ha definito.

In realtà, la materia del concorso alla spesa sparì, per un qualche tempo, dalle agende di lavoro che hanno regolato i rapporti tra la Regione e il Terzo Settore. Questa materia è invece riemersa nell'estate 2009 con due novità: la costituzione di un gruppo tecnico tra ANCI Lombardia e Regione, e, poco dopo, l'annuncio della volontà della Regione di procedere alla modifica dell'art. 8.

Queste due novità hanno spinto le organizzazioni lombarde del Terzo Settore ad insistere con la Regione per costituire un tavolo di confronto e approfondimento, ottenendo un primo "successo" con la promessa da parte della Regione di procedere alla costituzione del tavolo tecnico. Si può ben comprendere la sconcerto che ha attraversato l'intero Terzo settore quando, mentre si era in attesa della costituzione di questo gruppo di lavoro, si è appreso che in realtà una modifica all'art. 8 era già stata pensata e scritta dalla Direzione Generale dell'Assessorato, e che addirittura il testo di tale modifica era già stata inserita in un provvedimento di legge che, previo il confronto tra le forze politiche presenti in Consiglio Regionale, avrebbe dovuto essere approvata entro la fine dell'anno.

Nel frattempo, fuori dalle stanze dei tavoli, delle riunioni tecniche e dei confronti, la realtà quotidiana proseguiva imperterrita a creare condizioni di iniquità e difficoltà crescenti alle persone e alle famiglie. Un dato su tutti: l'aumento dei ricorsi alla Magistratura Amministrativa e al Giudice Ordinario per dirimere i contenziosi tra Comuni - da un lato - e cittadini - dall'altro.

Il primo testo della Giunta - come è noto - non faceva esplicito riferimento alla normativa Isee, non interveniva sulle disparità di trattamento tra i vari comuni, conteneva ancora il riferimento a soggetti civilmente obbligati e sostanzialmente toglieva la responsabilità della presa in carico anche economica da parte dei Comuni. Dopo le osservazioni giunte sia dai sindacati che dall'insieme delle organizzazioni del terzo settore è stato presentato un ulteriore emendamento sempre da parte della Giunta in cui viene ripreso un riferimento all'Isee e vengono richiamati alcuni articoli della legge 3 che dovrebbero - nelle intenzioni - ribadire il ruolo dell'Amministrazioni comunali ed i diritti delle persone. Un passaggio positivo ma giudicato insufficiente dalle organizzazioni più rappresentative del Terzo settore che - facendo propria una proposta di LEDHA - hanno presentato in modo unitario una serie di emendamenti maggiormente articolati ed efficaci nel garantire una corretta presa in carico dei comuni e la stesura di regolamenti corretti sulla partecipazione alla spesa dei servizi. La proposta è stata quindi inviata prima all'Assessorato e poi alla Terza Commissione Consiliare chiedendo anche, insieme al Forum regionale del Terzo settore, all'UNEBA e ad ANFFAS Lombardia di ottenere un'audizione con i componenti della Terza Commissione per illustrare le nostre ragioni e sperare di ottenere o l'accoglimento delle nostre ragioni oppure, vista anche la complessità della materia, un rinvio di qualche mese, visto l'imminente termine di questa legislatura).

Si è svolto quindi un incontro pubblico con i Consiglieri Regionali, il Sindacato e rappresentanti della Regione (Milano, 13 gennaio) e successivamente, il 18 gennaio, l'audizione della Terza Commissione.

 

Nel corso dell'audizione LEDHA come le altre organizzazioni presenti hanno esposto le ragioni delle loro preoccupazioni e quelle a sostegno della proposta di emendamento. Gli interventi dei consiglieri regionali presenti (Peroni, Fabrizio, Oriani e Fatuzzo) hanno dimostrato che le ragioni delle Associazioni sono reali, così come reali sono i contenziosi che animano le aule dei Tribunali e, soprattutto, la vita di tante persone e famiglie.

Avere tempo per discutere: questo, alla fine, è stata la ricetta di buon senso e di responsabilità che la LEDHA ha accolto con grande favore e soddisfazione. Tempo per discutere dei criteri con cui determinare il concorso alla spesa, tempo per definire, anche in una logica di superamento della normativa statale vigente, come possa essere definito quel "pagare il giusto" che da anni la LEDHA e le Associazioni delle persone con disabilità stanno proponendo come un tema non solo economico, ma di civiltà ed equità sociale. Tempo per vedere, nel frattempo, sia venuto finalmente l'occasione per collocare la materia del concorso alla spesa nella sua giusta cornice: la definizione dei livelli essenziali di assistenza.

E' quindi evidente come, in questa occasione, il ruolo della Politica sia stato svolto positivamente, con sapienza e lungimiranza e di questo LEDHA ringrazia la Terza Commissione consiliare.

I i problemi però rimangono: non sono peggiorati e il tempo che abbiamo davanti a noi prima dell'insediamento dei nuovi amministratori regionali sarà bene impiegato dalla LEDHA per ben precisare e ben calibrare le proposte delle persone con disabilità.

 

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