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Vogliamo pagare il giusto - News

22/12/2009

Pagare il giusto: la discussione in Consiglio Regionale

Il Consiglio Regionale della Lombardia sta esaminando una proposta di modifica della legge regionale 3/2008 riguardante gli articoli che fanno riferimento alla partecipazione alla spesa dei servizi. Le proposte della LEDHA.

Nei prossimi giorni il Consiglio Regionale della Lombardia discuterà il progetto di legge "Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale (...)" che contiene una proposta di modifica degli articoli della Legge regionale 3/2008 sul tema della partecipazione alla spesa dei servizi. Una proposta che, nella sua prima stesura, ha suscitato molte perplessità all'interno delle realtà del Terzo Settore che hanno elaborato una ipotesi di emendamento sottoscritta da numerosi organizzazioni. Sul tappeto le questioni relative al riferimento alla normativa nazionale sull'ISEE e il ruolo di presa in carico dei Comuni.


La proposta della Giunta regionale ha suscitato diverse perplessità in molte organizzazione del Terzo settore perché, in primo luogo, nel nuovo testo non si faceva più esplicito riferimento alla normativa vigente in materia di ISEE, ma solo alla composizione del nucleo familiare ("le persone che accedono alla rete partecipano alla copertura del costo delle prestazioni mediante il pagamento di rette secondo modalità e criteri definiti dalla Giunta regionale che tengano conto della composizione del nucleo familiare").
In secondo luogo la Giunta non definisce tali criteri, lasciando quindi del tutto invariata l'inaccettabile situazione di disparità di trattamento che le persone con disabilità e le loro famiglie subiscono a causa della enorme eterogeneità regolamentare che vige nei Comuni della Lombardia;
In terzo luogo compare nuovamente il riferimento ai soggetti civilmente obbligati con una formulazione perlomeno ambigua ("Partecipano, inoltre, i soggetti civilmente obbligati nei casi previsti dalla normativa vigente").


Il passaggio che ha però suscitato le maggiori preoccupazioni è quello nel quale si definisce l'integrazione economica delle rette come una specifica unità d'offerta sociale ("L'integrazione economica delle rette costituisce una specifica unità d'offerta sociale il cui accesso è disciplinato dal comune di residenza della persona assistita in base ai criteri definiti dalla Giunta regionale").
Questa definizione lascia aperta ad una innumerevole serie di interpretazioni che tendono però a delineare un sistema in cui sempre più si identifica il rapporto diretto tra Utente ed Ente erogatore dei servizi con una conseguente deresponsabilizzazione della funzione pubblica delle Istituzioni (Regione, Comune...) riguardante la presa in carico della situazione di bisogno dei propri cittadini.
Questo approccio tende inoltre, sempre più, connotare la riforma del capitolo V° della Costituzione, ovvero quella che viene comunemente chiamata la riforma in senso federale dell'organizzazione istituzionale e legislativa del nostro Paese, come un annullamento del valore di alcune vitali leggi nazionali come la legge 328/2000. "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali".


A seguito delle osservazioni espresse dalle realtà del Terzo Settore la stessa Giunta ha fatto pervenire alla Commissione Terza del Consiglio Regionale (Commissione salute e affari sociali), che sta esaminando questa parte del provvedimento, un ulteriore emendamento che reintrodurrebbe il riferimento alla normativa ISEE e richiamerebbe gli articoli della legge regionale 3/2008 che fanno riferimento ai diritti dei cittadini ed alle responsabilità delle amministrazioni comunali.
Un passo significativo che non ha però soddisfatto completamente le attese del mondo sociale. LEDHA ha quindi chiesto un'audizione alla Commissione Terza durante la quale presenterà le proposte di emendamento condivise con l'insieme delle organizzazioni del Terzo Settore con l'auspicio e la speranza che il Consiglio regionale possa farle proprie.

 

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