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Mediateca - I film

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Io sono Mateusz

Regia: Maciej Pieprzayca

Titolo originale: Chce się żyć

Durata: 95 min.

Origine: Polonia - 2015

Genere: Drammatico

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=c-6A_vd-3CU

Disponibile al prestito: No

Il film narra la vita di Mateusz con una paralisi cerebrale e impossibilitato a parlare. I medici sono convinti che non capisca niente e non possa fare progressi di alcun genere, per cui gettano la spugna. I suoi genitori no. La cura della madre e l'allegria del padre, regalano a Mateusz un'infanzia degna di essere vissuta, nonostante la frustrazione di non poter comunicare. Dovranno passare 25 anni perché qualcuno si renda conto dell'intelligenza imprigionata in quel corpo indomabile e offra finalmente a Mateusz gli strumenti per dire chi è e chi è sempre stato.
La storia si ispira a quella di Przemek, ragazzino semiparalizzato dalla nascita e incapace di parlare, che però è stato "liberato" dall'incomprensione (e dall'etichetta di vegetale) prima del personaggio di questo film, all'età di 16 anni. Il regista sta dentro il confine del romanzo cinematografico con misura e sentimento, con ironia e anche una buona dose di realismo, specie quello che riguarda la tragicommedia della sorte.
Nella prima parte, Mateusz guarda gli altri, la sua famiglia, ma anche i vicini di casa e una ragazza in particolare. L'inquadratura principale di questo grande capitolo divide lo schermo in due, pur restando nell'interno domestico: da un lato la cucina, luogo di lavoro e discussione, dall'altro il salotto con la finestra di Mateusz. È un'inquadratura ben scelta, che rende l'idea dello spazio di protezione in cui è inserito il protagonista, ma anche della presenza di una barriera, la barriera dell'incomunicabilità. Nella seconda parte del film, ambientata nell'istituto psichiatrico, il punto di vista muta: ora sono gli altri a guardare Mateusz. C'è chi lo fa in maniera paternalistica, chi per inerzia, sconfortato, con più o meno pazienza, persino con opportunismo, quello sentimentale, il peggiore. Il finale del film si può leggere come un terzo mutamento, con Mateusz finalmente in condizione di allargare la sua visione.

 

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