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Vogliamo andare a scuola - Presentazione

 

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La Campagna

Con la Campagna "Vogliamo andare a scuola" LEDHA chiede l'attivazione dei servizi di assistenza alla comunicazione per gli alunni con disabilità sensoriale e di assistenza educativa e trasporto per gli studenti con disabilità delle scuole superiori.

Per informazioni 

Giovanni Merlo - giovanni.merlo@ledha.it

Donatella Morra - donatella.morra@ledha.it

 

Al primo giorno di scuola mancheranno all'appello, nella sola Lombardia, 4.650 studenti.

Sono i bambini e i ragazzi con disabilità sensoriale e i giovani con ogni forma di disabilità che frequentano le scuole superiori. Nonostante l'allarme lanciato da più di un anno dalle associazioni delle persone con disabilità,  né il Governo, né la Regione Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno trovato il modo di garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi. Che, rimanendo privi dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto, dovranno rinunciare ad andare a scuola.  

LEDHA- Lega per i diritti delle persone con disabilità - denuncia la grave mancanza di responsabilità delle persone che oggi ricoprono importanti incarichi istituzionali e si mette al fianco delle migliaia di famiglie che vorranno rivolgersi alla magistratura per vedere rispettato il diritto dei loro figli di andare a scuola, come tutti gli altri alunni e studenti.

Per questo motivo, LEDHA ha avviato la Campagna "Vogliamo andare a scuola":

- chiedendo l'intervento dei massimi vertici delle nostre istituzioni: Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale, Daniele Bosone, presidente dell'Unione Province Lombarde e al Sindaco della Città Metropolitana di Milano Giuliano Pisapia, perché predispongano i loro uffici ad accogliere le domande di attivazione dei servizi e impegnino tutte le risorse disponibili per garantirne l'avvio, almeno fino alla fine dell'anno solare.

- informando, attraverso le oltre 200 associazioni che compongono, LEDHA le famiglie dei diritti dei loro figli, e predisponendo un modulo per la richiesta di attivazione dei servizi che preannunci il ricorso alla magistratura, in caso di rifiuto di tali prestazioni essenziali.

La buona scuola sarà tale solo se saprà essere una buona scuola per tutti.

Per certi versi, la vicenda può apparire complessa e intricata, come tutte le questioni che si giocano sul filo delle leggi e dei conflitti di competenze fra le diverse istituzioni. Il risultato invece (purtroppo) non è affatto difficile da spiegare.

Sono 4.650 le famiglie che, ancora oggi, a pochi giorni dalla fine dell'anno scolastico, non sanno se i loro figli potranno usufruire anche l'anno prossimo dei servizi di assistenza necessari per poter andare a scuola: stiamo parlando del servizio di assistenza alla comunicazione per gli alunni con disabilità sensoriale che frequentano ogni scuola di ordine e grado, del servizio di trasporto e assistenza educativa per gli studenti con disabilità che frequentano le scuole superiori.

Ad oggi nessun ente pubblico (Comune, Provincia o Città Metropolitana) accetta le domande di attivazione di questi servizi per il prossimo anno scolastico, non avendo approvato nessun atto amministrativo che ne preveda l'organizzazione e nessun capitolo di bilancio che stanzi le risorse necessarie. Risultato: quei bambini e quei ragazzi saranno costretti a rimanere a casa o a frequentare con un orario ridotto.

Si tratta di servizi che la legge 104 del 1992 prevede come diritti esigibili e gratuiti, che devono essere garantiti, indipendentemente dai problemi gestionali o economici degli enti pubblici. Per questo motivo LEDHA ha iniziato una campagna di informazione a tutte le famiglie coinvolte, offrendo il supporto necessario per rivolgersi alla magistratura nel caso in cui le Istituzioni continuino a non trovare una soluzione a questo problema. Inoltre ha chiesto un incontro urgente ai massimi livelli delle Istituzioni coinvolte: Regione Lombardia, Province e Città Metropolitana. Parallelamente, LEDHA ha chiesto alla FISH – Federazione italiana superamento handicap di attivarsi presso il Presidente del Consiglio e il Ministro dell'Istruzione. 


Come siamo arrivati a questo punto?

È dagli anni Novanta che le Province promuovono e sostengono i servizi per l'assistenza alla comunicazione per gli alunni e studenti con disabilità sensoriali. Si tratta di una competenza “storica” delle Province che, già dagli anni Trenta, erano responsabili dell’assistenza ai ciechi. Una competenza che nessuno ha mai messo in discussione e, fino all'anno scolastico 2014/2015, il servizio è stato fornito con regolarità, attingendo a risorse proprie dei bilanci provinciali.

Diverso il quadro del servizio di assistenza educativa e del trasporto per gli studenti. Il servizio è stato garantito per molti anni dai Comuni ma sempre con forte conflitto di competenze con le Province: la normativa nazionale (legge 59/1997 e D. Lgs. 112/1998, art. 139) stabilisce che il supporto organizzativo al diritto allo studio nelle scuole del primo ciclo debba essere compito dei Comuni, mentre nelle scuole del secondo ciclo spetta alle Province.

Solo dal 2013, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato, è stato definitivamente accertato che assistenza educativa e trasporto per gli studenti delle scuole superiori e dei corsi di formazione professionale spettano alle Province, che da allora vi hanno provveduto grazie a stanziamenti straordinari della Regione, provenienti non solo dalla compartecipazione delle Province al gettito regionale della tassa automobilistica ma anche da residui di fondi regionali per le persone con disabilità (v. Fondo per l'occupazione dei disabili).

In questo quadro interviene la Legge Delrio che ha ridefinito profilo e funzioni delle Province, delle Città Metropolitane e delle unioni e fusioni di Comuni.  Ma non prevede in modo esplicito queste funzioni tra quelle “fondamentali” che rimangono in capo ai nuovi Enti di Area Vasta. Circa un terzo dei cittadini lombardi vive  nell'area della nuova Città Metropolitana di Milano, che sostituisce di fatto la vecchia Provincia di Milano.  

La Regione ha espresso l'intenzione di confermare sostanzialmente le competenze già precedentemente affidate alle Province (ad eccezione di agricoltura, foreste, caccia e pesca, che avocherebbe a sé) in un Progetto di Legge (223 del 30/12/2014) di attuazione della Legge Delrio, che ancora una volta non nomina esplicitamente i servizi per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità e non fa passi avanti  in Commissione Seconda del Consiglio Regionale, benché sia stata annunciata la sua presentazione in Consiglio Regionale alla fine del mese di giugno.  

Nel frattempo, nel mese di aprile 2015, è stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra Regione e l'Unione delle province lombarda (Upl), che impegna la Regione a provvedere, con trasferimenti di risorse per  205 milioni, alle funzioni che resterebbero in capo alle province. Di questi fondi, 10 milioni di euro destinati, solo per l’anno 2015, “per far fronte alle criticità legate all’inclusione scolastica, all’assistenza educativa e al trasporto delle persone disabili, in attesa del ripristino da parte dello Stato della necessaria copertura finanziaria”. Espressione generica che sembra non comprendere nello stanziamento l’assistenza alla comunicazione per gli alunni con disabilità sensoriale di tutti gli ordini e gradi di scuola. Nel frattempo il tempo passa e i problemi rimangono sul tappeto.(rimandati con ennesima proroga governativa al 30 luglio) e mette per la prima volta in discussione anche l’erogazione anche dei servizi per gli alunni con disabilità sensoriale.

Paradossale, quasi kafkiana, la situazione a Milano. Il Comune di Milano (sindaco Giuliano Pisapia) avvisa, con una lettera, le famiglie che non potrà più sostenere il servizio di trasporto e assistenza educativa nelle scuole superiori perché di competenza della Città Metropolitana. Le stesse famiglie ricevono però un'altra comunicazione da parte della Città Metropolitana (sindaco Giuliano Pisapia) che le informa che gli uffici non riceveranno neanche le domande di attivazione del servizio perché nessuno ha attribuito loro questa competenza.

Regione, Province e Città Metropolitana sono invece concordi nell'attribuire la responsabilità ultima ai provvedimenti del Governo che non solo hanno drasticamente ridotto i trasferimenti alle Province e alla Città Metropolitana, ma hanno chiesto loro con la Legge di Stabilità ulteriori massicci risparmi. Sarà colpa di tutti o forse sarà colpa di nessuno: quella che trionfa è una sostanziale irresponsabilità dei nostri rappresentanti istituzionali, incapaci di venire a capo di un problema che, ne siamo certi, è a loro ben noto da molto tempo.

Nel 2015, LEDHA scrive questo ultimo appello, per chiedere ancora una volta che si trovi una soluzione urgente che assicuri la continuazione dei servizi fino ad ora erogati dalle Province, garantendo il diritto allo studio di tutti i bambini e ragazzi con disabilità coinvolti.

Nel 2016, insieme a FAND, LEDHA rilancia la campagna "Vogliamo andare a scuola!".

 

Facsimile e indirizzario per diffida



 

 

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FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'HandicapLedha - Lega per i diritti delle persone con disabilitą

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