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12/02/2018

"Casa e diritto alla vita indipendente al centro"

La risposta di Alessandro Giungi, candidato alle elezioni regionali nella Lista Gori, alla lettera aperta inviata da LEDHA. Tra le proposte: migliorare la gestione delle case Aler

Gentilissimo presidente,

La “lettera al candidato” mi ha fatto molto riflettere.

Innanzitutto sul fatto che, durante il mio mandato da consigliere comunale a Milano (2013-2016), io non mi sia adeguatamente interessato del tema della disabilità. E su questo non ci sono scusanti, perché è proprio vero quello che Lei scrive: “La disabilità è sociale, quindi riguarda e coinvolge tutti”. E io penso che questo concetto debba valere, con ancora più forza, per gli amministratori locali, che hanno la possibilità di incidere e di migliorare la qualità della vita dei propri concittadini.

Ebbene, da anni mi occupo di persone in emergenza abitativa e ho sempre cercato di aiutare a trovare soluzioni dignitose per coloro che vengono a trovarsi senza più una casa. Ovviamente, ove eletto consigliere regionale, mi dedicherei con tutte le forze a questo tema (oltre a quelli della condizione delle persone detenute e dell’accoglienza, temi che seguivo da consigliere comunale e ora da volontario). Ma potendo contare e dovendomi confrontare con quello che Lei scrive: “Garantire una abitazione dignitosa per ogni persona con disabilità”.

È proprio vero, come Lei aggiunge: le persone con disabilità hanno il diritto di scegliere, in condizione di parità con le altre persone, dove, con chi vivere. E questo diritto essenziale le Regione Lombardia, con il suo enorme patrimonio di edilizia residenziale pubblica, gestito (male) dalle ALER, può e deve iniziare a garantirlo, in sinergia con gli altri Enti locali.

Le modalità e le iniziative, anche legislative, per raggiungere questo risultato saranno uno degli obiettivi el mio mandato consigliare. Perché una vita indipendente ha, come presupposto, oltre che il lavoro, proprio la casa. E su questo aspetto, come sempre Lei segnala, davvero è necessario ripristinare i fondi per rendere accessibili le proprie abitazion.

Inoltre, penso che le tantissime barriere architettoniche e non, presenti nelle nostre città, siano una delle priorità su cui dobbiamo finalmente intervenire, così come dobbiamo duramente sanzionare i comportamenti senza scusanti di chi, ad esempio, parcheggia la propria auto sui passaggi pedonali, negli spazi riservati alle persone con disabilità o sui marciapiedi. Ci sono poi delle barriere mentali da abbattere, che sono quelle di chi pensa che ci siano cittadini di serie A e altri di serie B, che coloro che possono avere meno facilità a farsi sentire possano essere discriminati.

E allora, l’idea che LEDHA continui a inviare la lettera ai candidati eletti, fintantoché non saranno affrontati i temi in essa presentati, è giusta e doverosa. Perché se è facile prendere impegni in campagna elettorale, è molto più difficile rispettarli una volta eletti. Ma il tema della disabilità non permette - moralmente, socialmente, politicamente - false promesse. E allora LEDHA ha la mia parola che io ci sarò

Vi ringrazio per l’attenzione

Alessandro Giungi

 

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