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15/06/2017

Regione Lombardia e “Dopo di noi”

LEDHA, Anffas, Federsolidarietà Lombardia e Uneba commentano il testo della Dgr 6674 recentemente approvata da Regione Lombardia. Molti gli elementi positivi e qualche criticità.

Lo scorso 7 giugno, il Consiglio Regionale lombardo ha approvato la Dgr 6674 di attuazione della legge sul “Dopo di noi” (Legge n. 112/2016) dal titolo “Programma operativo regionale per la realizzazione degli interventi a favore di persone con disabilità grave prive di sostegno familiare”. Con questa Dgr, Regione Lombardia disciplina il programma operativo per la realizzazione degli interventi a favore delle persone con grave disabilità per dare concreta attuazione a quanto previsto dalla normativa nazionale su “Dopo di noi”.

La Dgr presenta diversi elementi positivi. In primis è doveroso sottolineare il fatto che l’iter di approvazione è stato celere, segno concreto dell’attenzione che Regione Lombardia ha dedicato a questo tema. Inoltre Regione Lombardia ha portato avanti un processo partecipato di definizione delle procedure e questo è chiaramente visibile nell’esito finale del testo della Dgr, che ha accolto molte delle proposte espresse dalle associazioni, dagli enti gestori e dalle realtà del terzo settore.

Altro elemento positivo riguarda le modalità con cui viene regolato l’uso delle risorse messe a disposizione per questo capitolo di spesa per il 2016 (circa 15 milioni di euro) e quelle per il 2017 (circa 6 milioni di euro). Inoltre la Dgr offre la possibilità di sperimentare nuove forme di abitare, rispettando lo spirito della legge sul “Dopo di noi”.

Tuttavia non mancano anche alcune criticità. In primis il fatto che Regione Lombardia non abbia stanziato risorse proprie che vadano ad aggiungersi a quelle messe a disposizione dal Ministero. Ma il punto che maggiormente ci preoccupa è il fatto che la Dgr – così come è formulata oggi - sembra escludere le persone con disabilità più complesse, che necessitano di un sostegno maggiore dai percorsi di vita previsti dalla legge sul “Dopo di noi”.

Il nostro auspicio è che questo passaggio venga superato, prevedendo le risorse necessarie, diverse da quelle previste dall’attuale percorso, offrendo anche alle persone con elevati bisogni di sostegno la possibilità di presentare un progetto di vita a casa, personalizzato, in modo da prevenire l’istituzionalizzazione o avviare percorsi di emancipazione non solo dai genitori ma anche, laddove richiesto dall’interessato, dai servizi residenziali.

Con questo provvedimento, Regione Lombardia mette oggi le persone con disabilità (con le loro famiglie e associazioni), i Comuni e gli enti di terzo settore (cooperative sociali associazioni e fondazioni) nelle condizioni di predisporre progetti di vita innovativi a partire dai bisogni e dalle aspettative delle singole persone e dei loro genitori e/o familiari. Progetti che siano in grado da subito di rispondere ai bisogni ed ai diritti di molte persone con disabilità e che in prospettiva possono arricchire e migliorare il complessivo sistema di offerta regionale di sostegni residenziali, comunitari e per l’abitare delle persone con disabilità.


Alberto Fontana, presidente LEDHA
Emilio Rota, presidente Anffas Lombardia
Valeria Negrini, presidente Federsolidarietà Lombardia
Francesco Chiodaroli, Uneba
Marco Bollani, referente tecnico nazionale Fondazione Dopo di Noi

 

 

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