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23/02/2018

Puntare sui servizi alla persona

La risposta di Deborah Giovanati, assessore al Municipio 9 del Comune di Milano e candidata con la lista "Noi con l'Italia - Udc"

 

Egregio Presidente,

sono  alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Lombardia. Desidero rispondere alla lettera a Sua firma con oggetto: “Disabilità: appunti per la prossima legislatura”. Desidero farlo non promettendo un generico interesse al tema, ma innanzitutto offrendoLe un contributo di esperienza amministrativa che desidero far fruttare – qualora mi fosse concesso dagli elettori – anche al Pirellone.

Nel mio ruolo di assessore alle politiche sociali ho avuto modo in questi due anni di mandato in Municipio 9 di approvare, per esempio, le linee guida per la pubblicazione di un avviso pubblico che consenta il confezionamento, consegna e fornitura di materiale didattico per i centri diurni disabili presenti nel mio Municipio. Uno dei temi che mi stanno più a cuore, e rispetto al quale mi sono mossa per poter contribuire al loro potenziamento, è infatti il sostegno delle associazioni che forniscono servizi alle persone con disabilità medio-gravi. Questi sono luoghi di grande importanza per il nostro tessuto sociale che svolgono un egregio lavoro in supporto ed aiuto delle persone che si trovano in uno stato di forte bisogno e che per questo vanno valorizzati e sostenuti nel loro agire.

Si è quindi proposto di migliorare gli standard di servizio delle quattro realtà che operano nel territorio di mia competenza, tramite la realizzazione di un progetto che garantisse a tali centri la fornitura integrativa di materiale idoneo per le diverse attività didattiche ed educative, volte a favorire le persone con disabilità medio-grave, quali: l’acquisto di materiale per i laboratori sportivi e di benessere fisico (tapis roulant, Step per aerobica, Porticine smontabili per il calcio, elastici e palle mediche); l’acquisto di materiale didattico vario; l’acquisto di materiali di cancelleria per le attività culturali e cognitive, ecc.

Ogni CDD è stato fornito di materiale integrativo per un valore di 1.000 euro, a cui si aggiungono altri 2.000 euro per l’organizzazione di un momento di condivisione e festa da organizzare nel momento della consegna di tali materiali. Questo perché, come giustamente ricorda nella Sua lettera indirizzata a tutti noi candidati, la vita prima di tutto è relazione. È vita sociale. Non sarebbe stato lo stesso limitarsi alla mera fornitura e consegna del materiale.

Mi preme sottolineare un altro principio che seguo nel mio impegno all’interno delle istituzioni, quello dell’aiutare chi aiuta. Come dimostra l’esempio della fornitura di materiale al sistema pubblico-integrato dei CDD della mia zona, sia pubblici che privati accreditati, non penso che la mia attività debba essere quella di sostituirmi a chi è presente e già opera. È piuttosto quella di ascoltare, condividere e sostenere. Per questo un altro esempio che voglio raccontarLe riguardo alla mia attività di assessore municipale è quello riguardante l’approvazione tramite delibera di un accordo di collaborazione fra il Comune di Milano — Area Municipio 9 e l’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, finalizzato alla realizzazione del progetto denominato “Sportello Alzheimer, una realtà territoriale imprescindibile”.

Dopo aver incontrato personalmente i beneficiari del servizio, e aver constatato la significativa esperienza in campo socio-sanitario dell’attivazione di uno sportello informativo, dedicato ai caregiver di pazienti con decadimento cognitivo al fine di coadiuvarli nel loro bisogno di acquisire informazioni e competenze sulla gestione della malattia, è nato subito il desiderio non solo di rinnovare la collaborazione con l’ospedale Niguarda, ma implementare tale progetto.  

Infatti, tra gli obiettivi che sono stati considerati come prioritari dalla nostra giunta, rientrano quelli relativi all’ambito dei servizi alla persona, con l’obiettivo di concretizzare il sostegno alle famiglie che amorevolmente si prendono cura dei propri cari affetti da disabilità fisica o psichica, promuovendo attività di informazione e supporto al malato e al suo ambiente affettivo.

Sono piccoli esempi, due sole iniziative, che rimangono indubbiamente insufficienti di fronte alle giuste e molteplici questioni poste dalla Sua lettera, ma credo documentino non solo e non tanto una personale sensibilità – dovuta anche alla condivisione di una condizione di malattia che ho scoperto all’indomani della nascita del mio terzo figlio – quanto un orientamento ideale ed un metodo di lavoro. È propriamente su questi due aspetti che mi sto confrontando con chi incontro in queste settimane di campagna elettorale. È propriamente sulla lettura di una esperienza amministrativa che Le ho brevemente riassunto che chiedo di essere misurata attraverso il voto. Non sulle promesse. Né sul generico intento di interessarmi in un futuro prossimo ai temi sollevati.


La saluto cordialmente,
Deborah Giovanati

 

 

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