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10/12/2017

Tar Milano: le "ragioni di bilancio" non possono limitare il diritto allo studio

Condannato il Comune di Parona, che deve garantire a una studentessa tutte le 28 ore di assistenza educativa stabilite dal PEI. Abet (LEDHA): "Le Linee Guida regionali prevedono un monte ore aggiuntivo per i casi pił gravi"

I Comuni e tutti gli altri Enti Pubblici devono garantire il diritto allo studio agli alunni e studenti con disabilità: nessuna “ragione di bilancio” può essere invocata per giustificare la riduzione dei servizi deputati a garantire il diritto allo studio. Lo ha ribadito il Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Lombardia con una nuova sentenza con cui ha accolto il ricorso dei genitori di una ragazza che frequenta l'ultimo anno del Liceo linguistico di Mortara.

Ottimi voti e una grande voglia di studiare, la ragazza è affetta da tetraparesi spastico distonica. Per questo motivo ha bisogno di essere seguita –anche a scuola- da un’assistente educativo: il Pei (piano educativo individualizzato) adottato dal GLHO dell’Istituto scolastico frequentato dalla ragazza ha indicato in 28 ore di assistenza educativa settimanali il fabbisogno della studentessa. Ma il Comune di Parona (Pavia), dove la ragazza risiede, ha deciso di assegnarle solo 12 ore di assistenza.

Il comune di Parona aveva giustificato la propria decisione facendo riferimento alle “Linee Guida” di Regione Lombardia in cui si stabilisce che, di norma, possono essere concesse al massimo 10 ore di assistenza settimanali. “Tuttavia, le stesse Linee Guida regionali affermano, in modo chiaro, che agli studenti con disabilità complessa o in situazione di particolare bisogno è riconosciuto un monte ore aggiuntivo”, commenta Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi.

"Il Tribunale amministrativo conferma che il diritto fondamentale all’istruzione e alla formazione per le persone con disabilità non soggiace alla previsione di tetti massimi di spesa”, commentano gli avvocati Livio Neri e Ilaria Adinolfi, che hanno curato il ricorso -, e deve essere tutelato nella misura e con le forme previste nel PEI di ciascuno studente con disabilità”.

“Questa sentenza ribadisce quello che, come LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità, avevamo già rilevato in diverse occasioni –conclude Laura Abet-. Le legge regionale ha attribuito ai Comuni l’onere di erogare i servizi di assistenza allo studio, fondamentali per garantire il diritto all’istruzione degli alunni e studenti con disabilità. Indipendentemente dai tempi, modi e intensità del supporto economico regionale”. Assistenza alla comunicazione, assistenza ad personam e trasporto sono diritti esigibili, tocca ai Comuni farvi fronte. Quello delle questioni economiche è un tema certamente rilevante, ma deve essere gestito all’interno della dialettica tra istituzioni locali e non può –in nessun caso- impattare sui diritti degli alunni e studenti con disabilità.

 

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